L’elemento tattile in fotografia

ilfotografodistratto/ settembre 3, 2018

Vi capita mai di vedere una foto e avere la sensazione di poter percepire una esperienza tattile? Come percepire la sensazione della mano che sfiora l’oggetto o la superficie raffigurata nella foto? Non succede sempre, ma solo quando la superficie in questione ha determinate caratteristiche e viene ben rappresentata.

Nel rivedere molte mie foto, ho scoperto di avere una “attrazione” fotografica per le superfici, che inevitabilmente mi porta a puntare l’obiettivo verso (s)oggetti che diversamente non riterrei di grande interesse. Senza girarci intorno: adoro le texture (per usare una terminologia moderna), vale a dire le strutture delle superfici delle cose del mondo.

Una fotografia che voglia evidenziare una texture richiede qualche attenzione, per esempio nella scelta della luce più adatta ad esaltare la “matericità” del soggetto raffigurato, magari (ma non solo) mettendo in rilievo la “rugosità”. L’idea di fondo è che questo genere di fotografie riescono a risvegliare nell’osservatore le sensazioni proprie del senso del tatto.

Sono molti gli elementi (naturali o artefatti) che si prestano a questo genere di foto. Per esempio, ho scoperto una Puglia “tattile” nei manufatti in tufo, ma anche nella pietra ricoperta da muschi gialli, che costituiscono uno spettacolo cromatico sempre interessante. E poi la corteccia degli ulivi, che simbolicamente rappresenta la “scorza dura” di questa terra, per finire alle formazioni rocciose della costa, con scogli frastagliati e irregolari.

Le foto che seguono in qualche modo si avvalgono – quale più quale meno – della percezione di una texture, anche appena accennata, a volte solo come elemento aggiuntivo, a volte come unica chiave di lettura. In alcuni casi (come nelle foto dove si evidenzia la struttura del metallo arrugginito) è solo l’aspetto tattile che mi ha colpito, poiché si percepisce più la consistenza aspra delle ruvide superfici alterate o dissolte dall’ossidazione che la raffigurazione fotografica di una texture ben estesa e strutturata. Forse sarà necessario visualizzarle alla massima risoluzione consentita dalla piattaforma del blog, per apprezzarne le peculiarità. A tale proposito, durante la visione delle foto è presente la possibilità di cliccare con il tasto destro su ogni immagine e quindi scegliere “visualizza immagine”.

Tutte le fotografie di seguito riportate valgono come invito a capire se (e quanto) percepire la struttura aggiunge interesse per l’occhio che analizza la fotografia, oppure se è un elemento superfluo o persino fuorviante.

 

 

Mi riservo la possibilità di aggiungere altre fotografie in futuro, spero più interessanti e tecnicamente meglio curate di quelle attuali.

 

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