Ricominciare dalle banalità

ilfotografodistratto/ Maggio 2, 2019

Ormai da anni il mio entusiasmo per la fotografia si è notevolmente ridimensionato. Non è una cosa insolita in chi pratica questo hobby: di fatto anche alla luce di quanto detto nell’articolo sul consumo di immagini, ognuno di noi quotidianamente rivede ciò che ama consumare e ciò che non gli piace più. Come diceva la mia insegnante delle elementari, “solo del pane non ci si stanca, tutto il resto prima o poi ci verrà a noia”. Si riferiva al cibo, ma concedetemi di estendere il suo pensiero a tutte le forme di consumo.

In questi due giorni ho provato a ripartire da strade fotografiche già battute, banali, direi anche per niente originali. Ma tant’è: la cosa che conta è ricostruire un discorso, laddove è ormai impossibile ricucire il vecchio strappo, giacché io non sono lo stesso di 5 anni fa.

Le foto che seguono non hanno molto da dire. Potrebbe averle fatte chiunque abbia un minimo di dimestichezza con il gesto fotografico, si tratta infatti di immagini semplici e di sperimentazioni alla portata di tutti (benché io non avessi mai affrontato questo tipo di tecniche).

Dicevo, ricostruire un discorso: questo è solo un inizio, uno come tanti. Facendomi violenza 🙂 , ho accettato l’idea che “fatto” è meglio di “perfetto”. Pertanto adesso, avanti così! Sento che anche l’occhio ha bisogno di recuperare, si è adagiato su semplici attenzioni tecniche e sulla logora regola dei terzi. E’ un occhio che non vede più, al massimo “misura”: per dirla alla Cartier-Bresson, ha perso l’allineamento con la testa ed il cuore.

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